La “rosa” che si mangia, come viene chiamato il radicchio Variegato, compare verso la fine dell’ 800 ottenuto dall’incrocio tra il Radicchio di Treviso e la scarola: la sua forma ricorda quella dell’insalata a cespo ma le sue caratteristiche sono superiori di quelle di una comune lattuga. Grazie soprattutto ai continui miglioramenti di abili orticoltori castellani, abbiamo oggi ottenuto un prodotto di nicchia delizioso per le nostre tavole.

Particolarità

Gli splendidi colori, la forma che ricorda una rosa aperta, la delicatezza al palato e il suo bell’aspetto lo rendono uno dei radicchi più ammirati. Le sue foglie leggermente arricciate si presentano con variegature distribuite in modo equilibrato su tutta la superficie, con venature che vanno dal rosso vinoso al violaceo, al viola chiaro. Il sapore varia dal leggermente dolce all’ amarognolo ma al tempo stesso rimane delicato. Il radicchio Variegato, principe dei radicchi bianchi, è stato marchiato I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta) nel 1996.

l suo ottimo sapore lo rende un alimento ideale anche nelle diete a basso contenuto calorico, l’importante è che la cottura sia veloce, in modo da salvaguardarne, oltre che le vitamine e i sali, anche la caratteristica delicatezza.
Sono elencate alcune ricette dedicate al radicchio e vanno dagli antipasti ai dessert, segno della sua grande versatilità in cucina:

- Radicchio brasato con salame all’aglio e crostone di pane all’Asiago
- Pappardelle ricce bianche e verdi con Variegato allo speck
- Filetto d’aringa al vapore marinato con aceto di mele
- Crema di Radicchio in cialda di mandorle
- Semifreddo con Radicchio Variegato e yogurt in cialda
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