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Uno schiaffo all'influenza

La novità dell’inverno:
la Biocesta a tutta vitamina C

Pensata appositamente per la stagione invernale, nella Biocesta AGRUMI, che potete richiedere nei 3 formati Single - Media –Grande, troverete tutti gli agrumi di stagione come arance, pomplemi, mandarini e per le vostre spremute, dolci, confetture e merende!
- la borsa single 15€ ca. 5 - 6kg

- la cassetta media 23€ ca. 9 - 10kg

- la cassetta grande 33€ ca.14- 15kg


Più vitamina C nelle Arance Bio
Le arance coltivate con metodo bio contengono il 30% in più di vitamina C rispetto a quelle irrorate di pesticidi. Lo dice un rapporto divulgato al Great Lakes Regional meeting dell'American Chemical Society, la più grande società scientifica mondiale. Theo Clark, professore di biochimica alla Truman State University (Kirksville, Mo), ha riportato i risultati di uno studio da lui stesso condotto "per colmare una lacuna, la mancanza di dati analitici sul contenuto nutrizionale dei prosotti 'organically-grown'", quelli biologici. "Spesso" continua Clark, "frutti e ortaggi bio provengono da aziende medio-piccole con etichette quali 'salutare', 'delizioso', o 'naturale', diciture in genere prive di riferimenti a standard scientificamente comparabili". Clark ha scelto le arance, come primo target di studio, perché sono un frutto "di alto profilo". "L'arancia è la fonte tradizionale di vitamina C, ha un vastissimo mercato mondiale, eppure nessuno aveva ancora comparato i valori 'nutritionals' di un'arancia 'bio' e di una convenzionale". Queste ultime sono in genere più grosse di quelle 'bio', e hanno un colore più marcato. Viste le dimensioni, "uno potrebbe aspettarsi almeno il doppio di vitamina C in quelle arance". Invece, le analisi (isolamento chimico combinato con spettroscopia (NMR-risonanza magnetica nucleare) hanno rivelato che le arance BIO hanno almeno il 30% in più di vitamina C, pur essendo in media più piccole... La ragione di questo valore aggiunto non è chiara, ma "si può ipotizzare che i coltivatori usano fertilizzanti azotati che causano una maggiore assimilazione di acqua, che potrebbe 'diluire' i contenuti vitaminici del frutto". Sono importanti, questi risultati. Chi compra frutta e verdura ha il diritto di sapere quale frutto è nutrizionalmente migliore.

Gli AGRUMI... alcune note Il termine agrume deriva da "agro", cioè acido, e si riferisce al caratteristico gusto della polpa di un gran numero di frutti succosi, molto simili tra loro.
Arance, pompelmi. limoni, mandarini, bergamotti e altri agrumi appartengono a specie diverse, ma ad un unico genere botanico: Citrus.
Il frutto del genere Citrus è una bacca detta esperidio. La buccia o epicarpo, di colore giallo "arancio" a maturazione, contiene delle piccole cavità ricche di oli essenziali, dotate anche di proprietà antibatteriche. All'interno il mesocarpo bianco, più o meno aderente all'endocarpo o polpa, fatta da tante vescicole
succose, suddivise con una sottile membrana in caselle o spicchi.

Gli agrumi sono tutti più o meno ricchi in vitamina C o acido ascorbico, con quantitativi che possono raggiungere i 50 mg per cento grammi di polpa. Questa vitamina, fondamentale per la corretta formazione delle proteine che assicurano la coesione tra le cellule, ha azione preventiva nell'insorgenza dello scorbuto. Si tratta di una malattia, oggi molto rara, che colpiva le persone che non consumavano ortaggi e frutta freschi per lunghi periodi. Anche gli equipaggi delle navi che nel 1400-1500 andavano alla ricerca di nuove terre, dovendo rimanere in mare per più mesi, contavano molti morti tra i marinai colpiti da scorbuto. Un simile destino non toccò ai marinai inglesi che portavano sempre con sé del succo di limone, abitudine che valse loro il soprannome di "Limeys".

Grazie a questa aggiunta alle normali razioni alimentari dell'epoca, fu la flotta inglese, guidata dal Capitano Cook, la prima a compiere per la prima volta il giro del mondo e a scoprire il nuovo continente, l'Australia. L'origine degli agrumi è senz'altro del lontano Oriente. Anche se i Romani conoscevano già il limone, la loro grande diffusione nel Mediterraneo, dove hanno trovato condizioni climatiche favorevoli al loro sviluppo, si deve all’espansione araba verso l'occidente a partire dal 1100.

http://www.torinoscienza.it/dossier/apri?obj_id=1120

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